Mammut Street Boulder Contest

ERSAF

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Le iniziative ERSAF al Melloblocco 2015

http://www.ersaf.lombardia.it/ERSAF_MELLOBLOCCO2015/

LA FORESTA REGIONALE VAL MASINO IN DUE PAROLE

Nuovo laghetto naturale val di ello

La Foresta Val Masino si estende nella valle omonima per 2945 ettari.

E’ composta da due settori: la Valle dei Bagni di Masino(367 ettari), nel ramo occidentale della Val Masino, nota località termale, e la Val di Mello (2.578 ettari) sito ad est, splendido paradiso alpino.

Il territorio della Foresta ricade nel Comune di Val Masino (SO), è di proprietà di Regione Lombardia ed è gestito da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste).

Pascoli, boschi di latifoglie e conifere, vette rocciose fanno da sfondo ad un palcoscenico montano imperdibile.

Morfologicamente le aree presentano i caratteri classici dell’area alpina con circhi glaciali, aspre creste granitiche, depositi glaciali e accumuli di detriti di versante. Mentre in fondovalle il paesaggio è costituito da suggestive porzioni a pascolo contornate da boschi di conifere (abete rosso, abete bianco e larice) e di latifoglie (faggio, acero montano, frassino, sorbo degli uccellatori e betulla).

SETTORE BAGNI DI MASINO:

La Foresta dei Bagni di Masino si presenta con un suggestivo bosco di faggi e abeti, tra enormi massi di granito ricoperti di muschio.

Questo è solo un punto di transito per gli escursionisti che cercano lo splendore dei circhi glaciali e delle famose vette che si trovano più in alto, mentre per i turisti è l’occasione per una sosta alla fonte termale, per un pic nic nelle aree di sosta attrezzate o per scoprire le varie proposte di ERSAF, come il percorso di arrampicata tra i massi, il sentiero sensoriale per ipovedenti e l’orienteering.

ERSAF si occupa della gestione della Foresta e svolge attività per la promozione e fruizione della zona attraverso:

  • il Centro Informativo  (aperto nei mesi estivi) dove è possibile avere informazioni turistiche, consultare cartine escursionistiche e depliant informativi
  • la “Casa nella Foresta” Casera dei Bagni Masino, gestita da Legambiente Lombardia che offre ospitalità e attività didattiche
  • il percorso tattile sensoriale per ciechi e ipovedenti
  • il percorso di arrampicata su massi
  • il percorso di orienteering

SETTORE VAL DI MELLO:

La Val di Mello è una valle di straordinaria bellezza, profondamente incisa dall’attività glaciale con il classico profilo ad U e rappresenta un paradiso naturale per tutti, dall’alpinista più esperto che arrampica le spettacolari pareti di granito, all’escursionista occasionale per piacevoli passeggiate alla scoperta di un ambiente ricco di tradizioni.

E’ il luogo di nascita del “sassismo” e la meta preferita dagli amanti del “bouldering”, praticato sugli innumerevoli massi di fondovalle.

La valle è tutelata dal 2009 dall’istituzione della Riserva Naturale Val di Mello, di cui la Foresta Regionale rappresenta più della metà della superficie.

La proprietà regionale si estende sui versanti, al di sopra dei salti di roccia ove si aprono i circhi glaciali con gli alpeggi. Sul versante esposto a nord, si susseguono dall’ingresso in valle gli anfiteatri dell’Arcanzolo, Mezzola, Temola e Romilla, che costituiscono, fino al Sentiero Life, l’area a Riserva Integrale. Queste zone, un tempo pascolate nel periodo estivo, sono oggi lasciate all’ evoluzione naturale.

Proseguendo, la testata della valle è occupata dal grande anfiteatro della Pioda – Remoluzza – Cameraccio, un alpeggio tuttora pascolato dove sono presenti il bivacco Kima lungo il sentiero Roma ed alcuni fabbricati, recentemente ristrutturati e dati in concessione all’alpeggiatore e all’Associazione Mountain Wilderness.

Quindi la proprietà regionale si interrompe in corrispondenza della Valle del Torrone, che appartiene al Comune di Mello, per riprendere con la valle di Zocca, altra area pascoliva utilizzata e data in concessione insieme al fabbricato d’alpe. La valle Zocca è percorsa dal sentiero che dal fondovalle raggiunge il rifugio Allievi, situato anch’esso lungo il sentiero Roma. L’erta salita è interrotta nella conca naturale in dialetto “zocùn”, ecco la ragione del nome della valle, da una piana alluvionale dove il torrente scorrendo pigramente alimenta un’area umida d’alta quota.

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