Il bello dell’arrampicata

Atleti, artisti, ballerini o musicisti usano termini molto simili tra loro per descrivere le sensazioni vissute quando si dedicano alle discipline che li appassionano e che sono una parte importante della loro vita. Questa somiglianza nel racconto delle esperienze personali suggerisce che esista uno stato psicologico comune a diverse attività, che spinge le persone a dare il meglio di sé e a perfezionarsi nel corso del tempo.

Anche chi arrampica vive questo stato di “flow”, una situazione di benessere mentale che migliora la prestazione fisica. Quando sono in questa condizione le persone si sentono in grado di affrontare una sfida impegnativa, come una parete o un boulder. La sensazione di avere le capacità per raggiungere un determinato obiettivo diventa quindi una fonte di benessere e di coinvolgimento. Il traguardo che ci si pone non è che una scusa per vivere l’esperienza stessa: è la differenza tra chi arrampica per raggiungere la cima e chi raggiunge la cima per arrampicare.

Un gruppo di ricercatori delle Università degli Studi di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli Studi di Milano-Bicocca sta svolgendo uno studio su questa esperienza al fine di definirne le caratteristiche. Anche loro saranno presenti al Melloblocco per capire come l’arrampicata e il bouldering permettono di vivere questa sensazione.

Compila il questionario durante la manifestazione!

Ultimo libro pubblicato dal gruppo su questo tema:

http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1222.140