28.04.2024

Melloblocco sceglie Barbara Zangerl fotografata da Klaus dell’Orto per il poster 2024

 

Quest’anno il Melloblocco dedica la locandina a Barbara Zangerl, un’atleta che interpreta come meglio non si potrebbe i valori dell’evento. Poliedrica, dal boulder alle big wall, dall’arrampicata sportiva al trad, dal granito al calcare, sempre ai massimi livelli.

La prima volta al Melloblocco nel 2006, non ancora maggiorenne!

Poi tante edizioni a cui ha partecipato nelle quali ha arrampicato con entusiasmo in compagnia di tutti i melloblocchisti e ad oggi è lei che ha chiuso più blocchi a montepremi in assoluto con l’incredibile numero di 63 (seguita tra le donne da Jenny Lavarda con 46 e Roberta Longo con 34). Ricordiamo che tra gli uomini è Gabriele Moroni con 53.

Abbiamo scelto una foto dello scorso anno, del 2023, sul blocco bisex Superparanoid Android 8A, ad opera di un altro pilastro del Melloblocco, il fotografo Klaus Dell’Orto, che così racconta la sua esperienza iniziata già alla prima edizione nel 2004 e poi fotografo ufficiale dell’evento per svariate edizioni.

“La prima volta al Melloblocco è stata nel 2004: in quegli anni girare con un crash-pad in spalla era ancora qualcosa di strano e l'idea di un raduno di sassisti qualcosa di elettrizzante: arrivare e trovare i nostri miti dell'epoca, vederli scalare e conoscerli dal vivo ancora di più! Nel 2006 avevo anche provato a fare delle foto e il grande Claudio Piscina dopo averle viste mi aveva proposto per l'anno dopo di aiutarlo nel reportage dell’evento come team dei fotografi ufficiali: ancora oggi ricordo i suoi preziosissimi consigli su tagli, inquadrature e colori da dare alle foto del Mello. Gli anni successivi sono stati incredibili: girando per la Valle avevo dato un passaggio a Barbara e Claudia Zangerl e da lì ci siamo conosciuti ed è nata una bellissima amicizia (e negli anni successivi tanti reportage in parete con Babsi).  Rimasti ormai nel mito i famosissimi party del Mello - alcuni dei quali con episodi rocamboleschi che sono rimasti tra la storia e la leggenda. Anni di foto con Pietro e Mirko con anche i primi esperimenti di video con le reflex, generazioni di atleti visti arrivare bambini e poi diventati miti dell'arrampicata. Il Mello mi ha aperto un mondo ed è anche grazie a lui che sono entrato nel mondo della fotografia di arrampicata. Ma è anche stata una grandissima possibilità di conoscere amici e di poter vivere una grande famiglia, che si ritrovava una volta all'anno -forse fuori un po' cambiata ma con gli stessi occhi di sempre.” (Klaus Dell’Orto, 2024).